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LA DOLCE VITA (RINVIATO)

Arriva all’Odeon, per la retrospettiva Fellini100, LA DOLCE VITA, il capolavoro di Fellini con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg in una nuova VERSIONE RESTAURATA 4K. Il giornalista Marcello è su un elicottero che trasporta una grande statua di Gesù. In un night cerca di avere notizie sulla vita mondana. Incontra una ricca annoiata e passa la notte con lei, a casa di una prostituta. Riesce a conoscere Sylvia (Ekberg), la scarrozza per Roma di notte, lei fa il bagno nella fontana di Trevi. Nel frattempo Marcello litiga furiosamente con la sua compagna, possessiva e gelosa. Frequenta Steiner, uomo colto e sereno, perfettamente felice. In compagnia del “paparazzo” cerca di fare un servizio su alcuni bambini che hanno visto la Madonna. Marcello riceve la visita di suo padre, vivace ed entusiasta, che però si sente male in quella bolgia, e riparte. Si viene a sapere che Steiner si è suicidato dopo aver ucciso i suoi bambini. Nel frattempo Marcello, giornalista, non scrive mai una riga. C’è una specie di orgia a casa di un nobile a Fregene. Situazione di grande squallore. La mattina Marcello cammina sulla spiaggia e vede da lontano una ragazza, una cameriera che aveva già inconrato. Lei gli parla, ma lui non riesce a sentirla per il rumore del mare.

Titolo fondamentale del cinema italiano e del mondo. Dopo una serie di film che possiamo definire di “perfezionamento e ricerca”, Fellini rappresenta il dolore con segnali universali. Le sue angosce in prima persona trovano manifestazioni simboliche che si trasferiscono a tutti. Il caos, la vita “arruffata”, il tentativo di integrarsi in qualche modo con gli altri, la tensione di fare qualcosa che non è mai chiara ma che va fatta, la pigrizia per la consapevolezza che anche centrando l’obiettivo… l’obiettivo alla fine non c’è. Il mito ha poi rilanciato ogni sequenza del film in tutto il mondo dando del nostro cinema e indirettamente del nostro paese un quadro diverso rispetto a quello della stagione del neorealismo. Roma non era più quella di Antonio Ricci che cerca di rubare una bicicletta o di Umberto D che vive di elemosine, ma quella di via Veneto, coi suoi locali, le sue feste, il suo “far niente”. Via Veneto, così come quella Roma, così come i film, erano dunque per Fellini un gioco continuo, la possibilità di ritardare le “cose serie” e l’entrata nel mondo dei grandi. La capacità di rappresentare cose che esistono appena, o che sono addirittura sognate, ha reso Fellini una personalità a misura del cinema, che tutto sommato è nulla più che luce e ombra. Proprio come la Roma della Dolce vita, Roma, città del papato, dell’antichità e del cinema: tutte astrazioni, evanescenze, sogni. Materia per film. Marcello assiste a questa e a quella situazione, tutto materiale di lavoro, ma non lavora mai. Esce da una festa per andare a un incontro. Non caverà niente di buono. Ma c’è sempre l’episodio successivo…

“Fellini si propone di realizzare la radiografia della mutazione di un’epoca. Di raccontare la vita così come la rappresentano i nuovi media e, nel costruire il racconto, si appropria, per molti episodi, degli scoop dei fotoreporter. L’episodio di Anita nella fontana era stato fotografato da Pierluigi Praturlon nel ’58, mentre Tazio Secchiaroli, il re dei fotoreporter di via Veneto, sempre nel ’58 aveva fotografato lo spogliarello di Aiché Nanà in un locale notturno alla moda. La dolce vita è, programmaticamente, una lettura esatta della mediatizzazione del paese, quasi un saggio sulla manipolazione dell’informazione e dell’immagine… L’Italia non si è ancora liberata di nessuno dei suoi fantasmi, il cammino verso la modernità è ancora lungo e tortuoso” (Gian Luca Farinelli).

LA DOLCE VITA (Italy, 180′) – Un film di Federico Fellini, con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée

Versione restaurata originale con sottotitoli in inglese | Restored original version with English subtitles

Cinema Odeon Firenze